Chiunque sia interessato e/o desideri prender parte alle nostre attività, può contattarci o richiedere di essere informato degli aggiornamenti attraverso la nostra mailing list.
Questo sito
Voluto dalle associazioni per la tutela dell’ambiente attive nel Chianti fiorentino, questo spazio raccoglie e comunica informazioni
utili alla tutela e promozione del territorio del Chianti in una prospettiva
di sostenibilità ambientale. In questo sito troverete un archivio
on-line di documenti e immagini relativi alle più urgenti questioni ambientali
del territorio e materiali di varia informazione sui nostri impegni.
Trattandosi spesso di comunicazioni e documenti collettivi, invitiamo
ciascuno a segnalarci ogni eventuale inesattezza o svista nei materiali
pubblicati.
Aria e Suolo: quale è la situazione?
Le Associazioni chiedono interventi
Le Associazioni hanno recentemente richiesto alle competenti autorità analisi per determinare le condizioni dell’aria e del suolo intorno al polo di Testi ed a quello delle Sibille. Per queste ultime è stata anche richiesta l’effettuazione della bonifica sull’area dell’ex inceneritore.
Aggiornamento situazione Laika
Cassa integrazione alla Laika?
Il capogruppo dei Verdi in Provincia, Luca Ragazzo, ha posto al Consiglio una interrogazione sulla situazione occupazionale della Laika. Leggetela, assieme alla risposta.
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Assemblea Pubblica sul Piano Strutturale
Resoconto.
Si è svolta Lunedi 29 settembre scorso, l’annunciata assemblea di presentazione delle osservazioni sul Piano Strutturale. Potete leggerne il resoconto giornalistico (Metropoli).
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Presentazione alla cittadinanza delle Osservazioni al Piano Strutturale
Assemblea pubblica.
Lunedi 29 settembre, alle ore 21,15 presso la sede della biblioteca comunale di S.Casciano, verranno illustrate le numerose osservazioni presentate dalle Associazioni Ambientaliste sul Piano Strutturale. Partecipate numerosi.
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Osservazioni sul Piano Strutturale
Presentate le osservazioni delle associazioni.
Il giorno 15 settembre sono state presentate le osservazioni da parte delle varie associazioni ambientaliste. Potete trovarne i testi nella rubrica ARCHIVIO, lanciando una ricerca con la frase "piano strutturale"; ne potremo poi parlare insieme durante una assemblea che si svolgerà prossimamente (probabilmente il 29 Settembre) e di cui vi informeremo al più presto.
Osservazioni sul Piano Strutturale
Leggete il testo dell'appello.
Aiutateci nella campagna per fermare l'espansione prevista dal PIANO STRUTTURALE di San Casciano. Ci sono pochi giorni a disposizione, ma bastano pochi minuti al PROTOCOLLO del Comune per darci una mano in questa vertenza.
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Osservazioni sul Piano Strutturale
Presentate una Vostra osservazione ....
In allegato potete trovare il fax-simile di una osservazione da presentare sul Piano Strutturale di S.Casciano. Il tempo a disposizione non è molto, e ce ne scusiamo, ma con un po’ di buona volontà ...SE PO’ FA’. Grazie a tutti comunque.
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Fermiamo il cemento!
Iniziata il 18 Luglio la campagna.
Con una assemble pubblica è cominciata lo scorso 18 Luglio la serie di iniziative nel quadro delle proteste contro il nuovo Piano Strurale del comune di S.Casciano
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La vicenda Laika prosegue:
Il TAR e le nuove iniziative degl Coordinamento
Il 7 Maggio si è svolta l’udienza presso il TAR in merito alla vicenda che vede contrapposte le associazioni ambientaliste e l'amministrazione comunale di S.Casciano...
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Discariche abusive
A quando una soluzione ?
È trascorso un quarto di secolo (24 anni) da quando un inceneritore era attivo alle Sibille (Falciani) e nove anni da quando è iniziato il percorso legale che avrebbe dovuto portare alla bonifica dei terreni su cui esso sorgeva, ma ancora....
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Raccolta Differenziata porta a porta.
Proviamo a fare il punto.
È veramente realizzabile una raccolta porta a porta? I tempi di organizzazione, sperimentazione e relizzazione sono copatibili con l'emergenza rifiuti? I suoi costi sono sotenibili? Proviamo a fare il punto.
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Le Sibille: illusione di una bonifica.
Nove anni inutili di attesa.
Dopo nove anni una sentenza del TAR allontana ancora di più l’inizio dei lavori di bonifica del sito su cui sorgeva il vecchio inceneritore delle Sibille. Ancora una volta la salute dei cittadini dve cedere il passo a interessi economici.(art. La Nazione del 27/03/2008)
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Energia pulita o affari sporchi?
Casa del Popolo di Strada in Chianti
Il prossimo 28 marzo alle ore 21:30, incontro sui temi della difesa dell’ambiente, della tutela del paesaggio e delle energie rinnovabili...
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Testi e la valle della Greve: la situazione.
Facciamo il punto su tutta l’area della Greve da Testi ai Falciani:
Problemi attuali ed in progetto. Quali e quante criticità stanno emergendo, “raccontate” in una presentazione Power Point da leggere e far leggere...
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I rifiuti: da problema a risorsa
convegno a Pistoia 16 Febbraio 2008
Queste sono alcune note a margine del convegno sui rifiuti che si è svolto sabato 16 Febbraio a Pistoia. Tra gli interventi che si sono succeduti vorrei sunteggiare in particolare quello dell’assessore all’ambiente del comune di Capannori, Alessio Ciacci che ha esordito...
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ancora CIP6
a volte ritornano...
Avevamo salutato con gioia l’adeguamento della legislatura italiana a quella europea in materia di contributi CIP6, ma ora....
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Iniziativa sulla gestione dei rifiuti
Dopo il voto di Campi Bisenzio:
Giovedì 24 gennaio, ore 16.30
Sala Stampa della Provincia,
Via Cavour 4, Firenze
Proposte ed iniziative per cambiare la gestione dei rifiuti e rafforzare il movimento NO INCENERITORI, contro ed oltre ogni emergenza
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Inceneritori e recupero ambientale
Da una intervista di Metropoli (11 Gennaio 2008) al sindaco di Greve
La bella pensata di Marco Hagge che spiega agli abitanti del Chianti in quale maniera si possa recuperare un’area degradata come quella di Testi tramite.... la costruzione di un termovalorizzatore
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AMBIENTEFUTURO NEWS: Lo “scandalo campano”
Le proposte e le iniziative della Rete Nazionale Rifiuti Zero per fare uscire la Campania dalla attuale catastrofe annunciata
Quello che sta avvenendo a Napoli è la prova più drammatica del “declino italiano”. Tutti sapevano che sarebbe andata a finire così ma ...
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CAMPAGNA DI INIZIATIVE E MANIFESTAZIONI PER CAMBIARE IL PIANO STRUTTURALE DI SAN CASCIANO,
FERMARE LA CEMENTIFICAZIONE, SALVARE IL PAESAGGIO E LIMITARE IL CONSUMO DI SUOLO
Il comune di San Casciano ha riadottato il Piano Strutturale, rimettendo mano in peggio a quello già adottato 4 anni or sono.
Aiutaci con il tuo sostegno a far cambiare questo piano, sostieni le nostre iniziative per fermare l’assalto del cemento.
Documenti Per informazioni e contatti
IL PUNTO SULLA RACCOLTA PORTA A PORTA.
Raccolta stradale e raccolta domiciliare in Lombardia e Veneto: confronto fra produzione rifiuti urbani, rese di raccolta differenziata, costi del servizio di igiene urbana per sistema di raccolta e grandezza dei comuni.
Inervento di Natale Belosi dell'Ecoistituto di Faenza al convegno di Pistoia del 16 febbraio 2008 sul tema “I rifiuti: da problema a risorsa.”
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I NON CANCRI DI BRESCIA
Scritto da Patrizia Gentilini
martedì 15 gennaio 2008
Mai titolo di un libro: “L’ Italia
sotto i rifiuti”, di Marino Ruzzenenti é stato
più profetico: il libro uscì nel 2004 e dopo 4
anni il nostro povero paese é diventata lo
zimbello di tutto il mondo per le note vicende
campane. Stiamo assistendo ad
un traffico di “monnezza senza pace”
che per terra, per mare e chissà
(forse con qualche volo
speciale) anche per aria, viaggia in Italia e
non solo ed ovunque sia scaricata provoca
proteste, disordini, tafferugli.
Credo che se un economista
facesse qualche conto scoprirebbe che tutta
questa ”monnezza” ci viene ormai a costare molto
di più dei prodotti da cui é stata originata,
senza contare i danni alla salute per
l’inquinamento proveniente dal suo sversamento
illecito, dalla sua combustione, dalle sue
contestate trasferte. Come se non bastasse
l’esportazione dei nostri prodotti vacilla e
forse diventeremo punto di attrazione solo per i
turisti masochisti o assetati di
horror. Oltre 14 anni di gestione in
regime emergenziale in Campania non hanno
risolto assolutamente nulla: la raccolta
differenziata a Napoli é calata ( dati APAT) dal
quasi 10% nel 2003 al 7% nel 2005 ed anzi, si é
aggravato sempre più un problema che non ha
assolutamente nulla di “emergenziale” perché in
tutti i paesi del mondo si producono rifiuti. Le
direttive dell’ UE (Direttive 75/442/CEE e
successive modificazioni, 2000/76/CE
e 2001/77/CE) hanno
fissato una chiara gerarchia dei trattamenti per
il loro smaltimento: riduzione, riciclo, riuso,
e solo per la quota residua recupero energetico
e non solo tramite
incenerimento. E’ ormai ampiamente
dimostrato su milioni di cittadini che la
semplice adozione del sistema porta a porta
ottempera, da solo, ai più importanti obiettivi
suddetti: minore produzione di rifiuti
pro-capite (mediamente - 20%) in ossequio al
primo criterio di prevenzione alla produzione di
rifiuti, maggiori rese di raccolta differenziata
(fino al +75-80%), in ossequio ai criteri di
massimo recupero di materia e di minimo
smaltimento; tale metodo si é
rivelato inoltre economicamente più vantaggioso,
specie per i comuni più popolosi
(mediamente - 15%). Lo
splendido esempio di Forlimpopoli é sotto gli
occhi di tutti. Come trattare poi ciò che
residua (20-30%) dalla raccolta
differenziata? Quanto andiamo
da anni dicendo circa i trattamenti a basse
temperature sta scritto negli stessi
documenti governativi!
Il Rapporto Rifiuti APAT 2006
recita infatti: ”Il trattamento meccanico
biologico ha assunto, negli anni, un ruolo
sempre più determinante, contribuendo ad una
gestione più corretta del rifiuto residuo dalla
raccolta differenziata, sia ai fini dello
smaltimento finale, sia per la possibilità di
impiegare la frazione organica stabilizzata
(FOS) prodotta, nella copertura di discariche o
in attività paesaggistiche di ripristino
ambientale. Una progressiva crescita del settore
del trattamento biologico, é, infatti,
essenziale ai fini del raggiungimento degli
obiettivi della riduzione del conferimento in
discarica dei rifiuti biodegradabili [……] Il
numero di impianti censiti passa da 116 (di cui
in attività 93) a 128 (di cui 109 in
esercizio)”. E’
interessante notare che, pur se la quota
conferita a tali impianti é in aumento, essi
sono ancora ampiamente sottoutilizzati ( per i
2/3 della loro potenzialità a livello
nazionale). Altrettanto si pu ò dire anche degli
impianti di compostaggio, ovvero degli impianti
che prevedono il recupero della frazione
organica per fare un compost di qualità; in
Italia, sempre secondo i dati APAT 2006, essi
sono utilizzati per circa 1/3 della loro
potenzialità. Come si spiega tutto questo
clamore e questa ennesima vergogna all’
italiana? In questo anche noi ci sentiamo
-purtroppo- po’ profeti: quando, già diversi
anni fa, ci focalizzammo sul problema rifiuti ed
individuammo nella anomala, perversa,
illegittima equiparazione dei rifiuti a fonte
rinnovabile di energia, il movente primo del
piano scellerato che si andava attuando in
Italia. La campagna mediatica di queste
settimane che individua nella carenza di
“termovalorizzatori” le ragioni della crisi
campana ha chiarito anche ai
più sprovveduti che la crisi
napoletana é del tutto strumentale per fare
passare nel nostro paese l’incenerimento come
metodo prioritario per la soluzione del problema
rifiuti, capovolgendo ci ò che l’ UE raccomanda,
a tutto danno dei cittadini, della salute e
dell’ambiente. A questo proposito é davvero un
peccato che accanto al negativo esempio della
Campania con gli eccessi di diossine nelle greggi e non solo, non si
parli altrettanto di quanto succede a Brescia,
sede di un inceneritore da 800.000 ton/anno, di
norma additato come modello da seguire. Le cose
stanno davvero così? Del tutto recentemente a
Brescia nel
latte di aziende dei dintorni della città si é
scoperta una presenza di diossine fuori norma:
danni economici e di immagine nonché,
ovviamente, rischi per la salute. A Brescia si
nota inoltre un’elevatissima incidenza di tumori
al fegato - inquietante
analogia con la Campania-
anche
se il locale
Registro Tumori é sollecito
nel rassicurare
sostenendo, senza dati verificabili, che
ci ò é imputabile all’eccesso di epatiti e di
consumi di alcool (Giornale di Brescia, 10
novembre 2007). Peccato che l’ing. Renzo Capra,
presidente di Asm, faccia parte del Comitato
scientifico del Registro Tumori dell’Asl, di cui
é anche finanziatore. (...). Per
enfatizzare i risultati Asm dà i numeri in
chilowattora (570 milioni), facendo finta di non
sapere che l’unità di misura, fuori dal
domicilio privato, é il gigawattora (milioni di
KWh) o il terawattora (miliardi di KWh). Si
sostiene che vengono risparmiate 470 mila
tonnellate l’anno di emissioni di CO2. ma non si
dice che il confronto viene fatto con la
discarica e non con il riciclaggio, che consente
risparmi di emissioni di CO2 tre volte
superiori. Ma ancora, a Brescia si “finge” di
fare la raccolta differenziata: ma questa viene annullata dal
continuo aumento della produzione dei rifiuti;
in 10 anni, da quando
funziona l’inceneritore, il rifiuto
indifferenziato da smaltire é sempre rimasto
pari a 1,1 Kg/giorno/pro capite, 5-6 volte
superiore a quello indifferenziato dove si fa la
RD “porta a porta” con tariffa puntuale (es.
Consorzio Priula Treviso). Credo che sia ormai
chiaro per tutti che una seria raccolta
differenziata col metodo porta a porta é
inconciliabile con l’ esistenza di un
“termovalorizzatore” che per sua stessa natura
deve bruciare di tutto e di più ed anzi, tanto
più brucia tanto più fa guadagnare al proprio
gestore. Non sembri una eresia, ma
lo smaltimento dei rifiuti,
che al momento appare come un problema
gigantesco, é, fra tutti i problemi del nostro
tempo, il più semplice e rapido da risolvere,
nonché quello che immediatamente arrecherebbe
vantaggi economici, occupazionali e non da
ultimo anche sociali, se solo, finalmente,
amministratori e politici si decidessero ad
ascoltare i medici, i cittadini, i comitati,
chi, senza alcun conflitto di interesse e solo
per passione civile, prosegue in questo impegno. Forse
bisogna davvero toccare il fondo come abbiamo
toccato per capire che si pu ò uscire dal tunnel, dimostrare che l’ingegno, la
fantasia, la volontà degli italiani sono in
grado di fare diventare quello che sembra un
flagello una grande opportunità di lavoro e di
innovazione. Non vorremmo per ò che l’assordante
silenzio delle istituzioni alle nostre
proposte consolidasse il
dubbio che le soluzioni da noi indicate hanno
imperdonabili difetti: sono
troppo semplici e
soprattutto troppo poco
dispendiose.Al punto in cui siamo é davvero
una supplica quella che facciamo: per favore
ascoltateci,! Riempire l’ Italia di inceneritori
non risolverà i problemi, ma li aumenterà e, come ha scritto di recente il
Prof. Alberto Lucarelli, Ordinario di Diritto
Pubblico all’ Università Federico II di Napoli,
ci fa guardare all’ indietro, all’ età del
fuoco, e non avanti.
Dott.ssa
Patrizia Gentilini
CHIUSO L’INCENERITORE DI TERNI !!!
NOTA DEL PRESIDIO PERMANENTE MONTALE
Ieri 14 Gennaio 2008 La magistratura ha posto sotto sequestro l’inceneritore municipale di Terni inviando avvisi di garanzia al sindaco della città, Paolo Raffaelli, ai componenti del consiglio di amministrazione dell’Asm, la società che lo gestisce, e ad alcuni tecnici, in tutto si tratterebbe di nove persone.
Gli avvisi di garanzia sono stati emessi nell’ambito di un’inchiesta condotta da tempo dal sostituto procuratore Elisabetta Massini e riguardano 13 reati ambientali connessi al funzionamento dell’inceneritore tra cui l’inquinamento delle acque del fiume Nera.
La magistratura ha anche disposto analisi specialistiche per 32 lavoratori dell’impianto nonchè analisi sui territori e sull’acqua.
L’inceneritore comunale di Terni era stato chiuso a Dicembre per lavori di manutenzione; ieri è stato chiuso e sequestrato dalla magistratura con l’accusa di produrre “veleni killer”. L’impianto, costruito nel ’75, quindi quasi “coetaneo“ dell’impianto di Montale (PT) e verosimilmente costruito adoperando le stesse tecnologie (tutto ciò getta ulteriori ombre sulla vicenda montalese), era stato oggetto di adeguamenti strutturali nel 1998 per renderlo conforme alle norme vigenti in fatto di emissioni, adeguamenti che evidentemente sono risultati inutili; sappiamo bene, ormai, che non esistono impianti sicuri dal punto di vista sanitario.
Gli accadimenti di Terni, sommati al recente “sforamento” delle emissioni di diossine dell'inceneritore “gioiello” di Brescia, dimostrano una volta di più come non ci siano impianti sicuri (ricordiamo per l’ennesima volta che NON ESISTONO dosi di diossine tollerabili dall’organismo umano ed animale), l’emergenza rifiuti va risolta a monte, è drammaticamente necessario ripensare non solo il ciclo di smaltimento, andando nella direzione del loro riciclo/riutilizzo, ma è anche stringente una riduzione degli stessi, innescando cicli produttivi “virtuosi” e la riduzione degli imballaggi.
Ribadiamo pertanto la nostra ferma opposizione all’ampliamento dell'impianto di Montale, e ribadiamo altresì il nostro impegno per la realizzazione delle analisi sul sangue e sul latte materno degli abitanti delle zona attigue all’inceneritore.
Per vincere questa battaglia c’è bisogno di tutti, invitiamo pertanto le popolazioni a partecipare AD OGNI iniziativa che vada nella direzione della definitiva chiusura dell'impianto di via Tobagi.
Il presidio permanente “Giulio Maccacaro” contro il raddoppio dell’inceneritore di Montale.
http://presidiopermanentemontale.indivia.net
Noi del Chianti Fiorentino siamo convinti della necessità di supportare il lavoro del Magistrato che sta svolgendo questa indagine; il pericolo che interessi e poteri forti tentino di condizionare il lavoro del Sostituto Procuratore è reale, per cui invitiamo tutti coloro che sono impegnati nella salvaguardia dell’ambiente ad inviare una mail alla c. a. della Dott.ssa Elisabetta Massini:
“Grazie dottoressa Elisabetta Massini per ció che sta facendo per la salute di tutti i cittadini”.
Inviare a: procura.terni@giustizia.it
40 anni fa, sembrava che gli inceneritori fossero una soluzione al problema dei rifiuti.
Oggi Germania e Olanda, le prime nazioni che li utilizzarono, li stanno dismettendo.
INFATTI INCENERIRE I RIFIUTI
FA MALE
Con la combustione dei rifiuti si producono diossine e nanopolveri, causa di cancro e altre malattie (cardiopatie e malattie neurologiche e respiratorie tra le altre). È stata rilevata, per esempio, un’incidenza di cancro al seno fino a 4 volte più alta nei siti che registrano la presenza di inceneritori.
Esistono rapporti che denunciano aumenti nelle anormalità congenite intorno agli inceneritori.
Le esposizioni precoci a sostanze tossiche e cancerogene, comprese le esposizioni prenatali, conducono, nell’arco della vita, al cancro con maggiore probabilità delle esposizioni simili che avvengono più tardi.
Accanto alle evidenti conseguenze dirette per la nostra salute, inoltre, accanto quindi ai costi che potremmo definire personali ed esistenziali, per una corretta valutazione del problema dobbiamo considerare i costi sociali ed economici (basti pensare alle spese della Sanità) dovuti all’incremento di malattie causati dalla vicinanza di inceneritori.
DANNEGGIA L’AMBIENTE IN MODO IRREVERSIBILE
I danni che la presenza di un inceneritore (e l’aumento del traffico pesante che dall’attività di un inceneritore viene generato) producono sul territorio sono di vario ordine e natura. L’evidente degrado estetico e biologico generato da un inceneritore ha pesanti conseguenze sull’economia e questo è vero, a maggior ragione, in un territorio come il Chianti, di evidente vocazione agricola e turistica, per il quale la qualità è diventata marchio conosciuto nel mondo.
Allo stesso modo anche il valore degli immobili viene abbattuto dalla vicinanza di un inceneritore.
NON È CONVENIENTE E NON CREA OCCUPAZIONE
Il Trattamento Meccanico Biologico a freddo oltre a non emettere sostanze nocive, costa 75% in meno del trattamento per incenerimento.
Se per un inceneritore è richiesta una trentina di posti di lavoro, con il sistema di raccolta differenziata porta a porta e successivo riciclo si garantiscono un centinaio di posti di lavoro.
NON È UNA SOLUZIONE DEL PROBLEMA
Va notato che l’incenerimento non risolve il problema delle discariche dati i grossi volumi di cenere che vengono prodotti (circa 1/3 del peso) che poi devono essere smaltiti come rifiuti speciali e pericolosi con ingenti costi e pericolo per l’ambiente.
Bisogna, dunque, prendere atto che qualcosa va cambiato.
Sembrava possibile demandare ad altri responsabilità civili che appartengono, invece, a ciascuno di noi. Ci sembrava che in una societagrave; dove contano i grandi numeri una sola omissione, la nostra, non avrebbe fatto registrare alcun rilevante effetto.
Non è così.
Dobbiamo ora liberarci dell’apatia e convincerci che i nostri comportamenti quotidiani condizionano in modo importante il nostro ambiente e come un nostro atteggiamento esplicito nei confronti del problema può essere determinante.
Dai comportamenti virtuosi nascono delle abitudini. È più facile di quanto non appaia!
Esiste, infatti, un’alternativa concreta e non utopistica agli inceneritori.
Allo stato attuale i materiali riciclabili sono l’85% del totale dei rifiuti. I materiali necessari per la combustione (necessaria al processo di incenerimento) sono proprio la carta plastica e legno che è possibile riciclare.
L’alternativa all’incenerimento sarà quindi la riduzione della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata (il sistema porta a porta è l’unico che ha garantito i risultati), il riciclaggio (già oggi è possibile far molto, ulteriori ricerche ed iniziative possono e devono essere promosse), il trattamento a freddo. Ora, alcune di queste iniziative SPETTANO al potere politico, altre a noi tutti, ogni giorno.
Ciò che NOI TUTTI possiamo GIÀ:
i rifiuti intanto non andrebbero prodotti:
scegliamo tra i prodotti di consumo quelli che non abbiano imballaggi (o il meno possibile) e privilegiamo il riutilizzo anziché l’usa e getta, ricominciamo ad utilizzare la “sportina” di antica memoria;
contribuiamo differenziando i rifiuti e conferiamoli adeguatamente;
se possibile utilizziamo la compostiera domestica per i rifiuti organici:
la si può richiedere gratuitamente alla SAFI, adottando la compostiera si ha inoltre diritto ad una riduzione sulla tariffa sui rifiuti (Numero verde SAFI: 800 139300).
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