COMUNICATO IMPORTANTE: pioggia e sciopero generale (la COOP era chiusa) hanno impedito la raccolta di firme programmata per i giorni 12 e 15 dicembre; ce ne scusiamo, invitando i concittadini il 10 gennaio nel pomeriggio (h15-18) alla COOP e lunedì 12 gennaio al mercato (h9-12) a firmare la nostra petizione, che - in data 18 dicembre - ha già superato le 260 adesioni cartacee e le 110 on line. Contribuite a sostenere la campagna, proprio in questi giorni in cui il Piano Strutturale è in discussione in Consiglio Comunale.
FIRMA LA PETIZIONE POPOLARE
Il Comune di San Casciano ha riadottato il Piano Strutturale, rimettendo mano in peggio a quello già adottato 4 anni or sono.
Continua la campagna “Fermiamo il cemento”, iniziata il 18 Luglio.
Il Comitato per la Tutela ambientale del Chianti fiorentino promuove una raccolta firme per una petizione al sindaco di San Casciano.
Per impedire la cementificazione del territorio e la sua trasformazione in periferia della metropoli fiorentina;
per evitare ulteriori carenze nelle risorse essenziali come l’acqua e nei servizi (quali trasporti e scuole);
per evitare la crescita di rifiuti, rumore e inquinamento idrico e atmosferico;
per salvare il paesaggio e la vocazione agricola di qualità e turistica;
per arrestare il consumo di verde e di suolo fertile;
per favorire il riuso dei volumi inutilizzati o modesti incrementi agli edifici esistenti per le esigenze della popolazione attuale. (Segue...)
Documenti Per informazioni e contatti
La storia delle cose
La storia delle cose 2
La storia delle cose 3
Il punto sulla raccolta porta a porta
Raccolta stradale e raccolta domiciliare in Lombardia e Veneto: confronto fra produzione rifiuti urbani, rese di raccolta differenziata, costi del servizio di igiene urbana per sistema di raccolta e grandezza dei comuni.
Intervento di Natale Belosi dell’Ecoistituto di Faenza al convegno di Pistoia del 16 febbraio 2008 sul tema “I rifiuti: da problema a risorsa”.
Ma è veramente realizzabile una raccolta porta a porta? I tempi di organizzazione, sperimentazione e relizzazione sono copatibili con l’emergenza rifiuti? I suoi costi sono sotenibili? Proviamo a fare il punto...
40 Anni fa, sembrava che gli inceneritori fossero una soluzione al problema dei rifiuti. Oggi Germania e Olanda, le prime nazioni che li utilizzarono, li stanno dismettendo.
INFATTI INCENERIRE I RIFIUTI
FA MALE
Con la combustione dei rifiuti si producono diossine e nanopolveri, causa di cancro e altre malattie (cardiopatie e malattie neurologiche e respiratorie tra le altre). È stata rilevata, per esempio, un’incidenza di cancro al seno fino a 4 volte più alta nei siti che registrano la presenza di inceneritori.
Esistono rapporti che denunciano aumenti nelle anormalità congenite intorno agli inceneritori.
Le esposizioni precoci a sostanze tossiche e cancerogene, comprese le esposizioni prenatali, conducono, nell’arco della vita, al cancro con maggiore probabilità delle esposizioni simili che avvengono più tardi.
Accanto alle evidenti conseguenze dirette per la nostra salute, inoltre, accanto quindi ai costi che potremmo definire personali ed esistenziali, per una corretta valutazione del problema dobbiamo considerare i costi sociali ed economici (basti pensare alle spese della Sanità) dovuti all’incremento di malattie causati dalla vicinanza di inceneritori.
DANNEGGIA L’AMBIENTE IN MODO IRREVERSIBILE
I danni che la presenza di un inceneritore (e l’aumento del traffico pesante che dall’attività di un inceneritore viene generato) producono sul territorio sono di vario ordine e natura. L’evidente degrado estetico e biologico generato da un inceneritore ha pesanti conseguenze sull’economia e questo è vero, a maggior ragione, in un territorio come il Chianti, di evidente vocazione agricola e turistica, per il quale la qualità è diventata marchio conosciuto nel mondo.
Allo stesso modo anche il valore degli immobili viene abbattuto dalla vicinanza di un inceneritore.
NON È CONVENIENTE E NON CREA OCCUPAZIONE
Il Trattamento Meccanico Biologico a freddo oltre a non emettere sostanze nocive, costa 75% in meno del trattamento per incenerimento.
Se per un inceneritore è richiesta una trentina di posti di lavoro, con il sistema di raccolta differenziata porta a porta e successivo riciclo si garantiscono un centinaio di posti di lavoro.
NON È UNA SOLUZIONE DEL PROBLEMA
Va notato che l’incenerimento non risolve il problema delle discariche dati i grossi volumi di cenere che vengono prodotti (circa 1/3 del peso) che poi devono essere smaltiti come rifiuti speciali e pericolosi con ingenti costi e pericolo per l’ambiente.
Bisogna, dunque, prendere atto che qualcosa va cambiato.
Sembrava possibile demandare ad altri responsabilità civili che appartengono, invece, a ciascuno di noi. Ci sembrava che in una società dove contano i grandi numeri una sola omissione, la nostra, non avrebbe fatto registrare alcun rilevante effetto.
Non è così.
Dobbiamo ora liberarci dell’apatia e convincerci che i nostri comportamenti quotidiani condizionano in modo importante il nostro ambiente e come un nostro atteggiamento esplicito nei confronti del problema può essere determinante.
Dai comportamenti virtuosi nascono delle abitudini. È più facile di quanto non appaia!
Esiste, infatti, un’alternativa concreta e non utopistica agli inceneritori.
Allo stato attuale i materiali riciclabili sono l’85% del totale dei rifiuti. I materiali necessari per la combustione (necessaria al processo di incenerimento) sono proprio la carta plastica e legno che è possibile riciclare.
L’alternativa all’incenerimento sarà quindi la riduzione della produzione di rifiuti, la raccolta differenziata (il sistema porta a porta è l’unico che ha garantito i risultati), il riciclaggio (già oggi è possibile far molto, ulteriori ricerche ed iniziative possono e devono essere promosse), il trattamento a freddo. Ora, alcune di queste iniziative SPETTANO al potere politico, altre a noi tutti, ogni giorno.
Ciò che NOI TUTTI possiamo GIÀ:
i rifiuti intanto non andrebbero prodotti:
scegliamo tra i prodotti di consumo quelli che non abbiano imballaggi (o il meno possibile) e privilegiamo il riutilizzo anziché l’usa e getta, ricominciamo ad utilizzare la “sportina” di antica memoria;
contribuiamo differenziando i rifiuti e conferiamoli adeguatamente;
se possibile utilizziamo la compostiera domestica per i rifiuti organici:
la si può richiedere gratuitamente alla SAFI, adottando la compostiera si ha inoltre diritto ad una riduzione sulla tariffa sui rifiuti (Numero verde SAFI: 800 139300).



